Secondo uno studio pubblicato sulla rivista dell'American Society of Plastìc Surgeons, basterebbe una rapida occhiata alle mani, la seconda zona più visibile dopo il viso, per riuscire a indovinare - con buona approssimazione - l'età di una persona.
Un colpo d'occhio che rischia di vanificare l'effetto di prodigiosi interventidi ringiovanimento al volto.
Per restituire volume e turgore al pannicolo adiposo assottigliato! dall'età, c'è addirittura la lipostruttura, una tecnica all'avanguardia che somiglia al lipofilling: «È un trapianto di grasso che si esegue in anestesia locale», dice il dottor Bezzi «Il tessuto adiposo, prelevato dall'addome, viene iniettato mediante una sottilissima cannula sotto la cute, in particolare lungo le dita e sul dorso della mano, dove maggiormente occorre restituire rotondità».
Un'alternativa all'autotrapianto è offerta dall'acido ialuronico, sempre più spesso protagonista di sofisticati, quanto sicuri, trattamenti estetici. Nel caso delle mani, i risultati ideali si ottengono in due fasi. Prima serve un trattamento preparatorio bio-rivitalizzante dei tessuti, poi l'impianto del filler vero e proprio. Durante il primo step, si effettuano microiniezioni di acido ialuronico in modo da stimolare i fìbroblasti a produrre collagene e creare una riserva d'acqua nei tessuti. Dopo due-tre sedute, da ripetere ogni quindici giorni, si passa al filler: sul dorso della mano, nei solchi tra le ossa, viene iniettato un acido ialuronico a particelle un po' più grandi, che viene poi massaggiato per distribuirlo in modo omogeneo. Il risultato è immediato: il tessuto riacquista tono. Il trattamento, che non ha effetti collaterali, va ripetuto ogni 4-6 mesi.
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